scrittura

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Come un uragano spento nella notte la parola tace nell’umida dimora: ci son fiori che danzano alberi che cinguettano c’è una quercia un cipresso e more deliziose al banchetto riservato tutto è pronto per la festa con l’invito ancora lì …

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fiume sponda

È come un fiume che scorre e non si ferma mai, il tempo intendo. Non ha obiettivi, fugge e acciuffarlo è un giocare a perdere. Può seguire altre vie, certo, e fare giri più lunghi, perché no. A volte con le tempeste potrebbe anche cambiare la portata per poi continuare a fluire, inesorabile, calmo e placido. E’ senza rimpianti né rimorsi, il tempo. Esattamente come l’acqua di quel fiume che non tornerà più indietro una volta diventata acqua e non si prosciugherà mai del tutto anche se fuori il sole arde le pietre e ti sembra di scomparire, di diventare polvere, cenere. L’acqua porta con sé il tempo, il tempo la vita. Seppure fosse diventato un filo sottile illuminato dalla sola luce della luna, quel fiume-tempo, non farebbe altro che continuare a scorrere.

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Amore_e_psiche_(1)

Ho il respiro corto
E affanno a salire
Non ho con me scarpe
Né vestiti per coprirmi
Nuda e inerme
Mi offro alla tua parola
Ogni soffio
Ogni alito di vento
Ogni fruscio di foglia
Mi parla di te
Non c’è inganno
Né tirannia
Che mi abbia distrutto
A volte ho inciampato
Faticato a rialzarmi
Ma ho sempre messo
Un piede davanti al mio limite
Sapendo di averti nel cuore
Fu allora che i nemici sparirono
Nell’orizzonte del mio amore
E non ci sono offese
Che entrambi dobbiamo perdonare
Non ci sono rotture
Per anime unite da sempre
A te giungo felice
Di aver salutato un fiore
Parlato alle nuvole
Giocato con gli uccelli
Prendimi ora! che nel tuo abbraccio
Sparisca per sempre

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sequoia

È che quando riprendo a scrivere mi chiedo sempre dove sono state le mie parole in tutto questo tempo. Le avrò dimenticate da qualche parte, come è il mio solito fare, oppure le ho lasciate lì, sole, piccole e indifese, senza cullarle con una nenia materna, perché, a volte, lo ammetto, sono così esigente da punirle. Come osano impossessarsi di me, del mio cuore, cucirmi addosso emozioni e ricordi di cui ne farei a meno. In questa estate lunga e calda il mio pensiero draga sabbie asciutte in cerca di perle preziose e, sotto questo sole, mi scotto. La mia fronte aggrotta rughe e sorrisi di smorfia. Ma loro, le parole, mi aspettano e dicono: «Siamo qui, al tuo fianco, sempre accanto a te; nel dolore, nella gioia, nella fuga che tanto di appartiene; siamo semplicemente noi stesse, cos’altro vuoi?».

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